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"Lo zinco"
Il simbolo chimico dello
zinco è: Zn, appartiene al II sottogruppo B del sistema
periodico. Fin dai tempi di Omero era noto per la formazione
dell’ottone, che si otteneva mediante la fusione del rame
con un minerale di zinco : la Smithsonite. In Cina lo
zinco era usato fin dall’antichità, in
Europa lo zinco puro è stato ottenuto
verso la fine del medioevo e sembra sia stato Paracelso a scoprirne le
qualità metalliche e a dargli il nome. La produzione di
zinco su vasta scala risale al 1798 in
Slesia.
Lo zinco costituisce lo 0.004% della
crosta terrestre. I suoi minerali più importanti sono la
blenda o sfalerite, la
calamina, la smithsonite la
idrozincite, la willemite. Più rari sono
la zincite, e la franklinite, che si
trovano quasi esclusivamente in USA.
Lo zinco metallico tagliato di fresco
assume un colore bianco - azzurro di forte splendore che, ossidandosi
immediatamente, scompare in breve tempo. Il colore tipico quindi diventa
il classico grigio. Lo zinco puro è
duttile e malleabile, ma piccole impurità di altri minerali lo rendono
fragile. E’ un buon conduttore di calore e elettricità, anche se
chimicamente non molto attivo. Brucia con difficoltà all’aria sviluppando
una fiamma blu verde. In vicinanza del punto di fusione lo
zinco brucia formando leggeri fiocchi di
ossido che gli alchimisti hanno chiamato lana filosofica.
L’ossidazione naturale dello zinco lo
protegge da attacchi in profondità perciò si conserva bene e a lungo ed è
usato principalmente per trattamenti protettivi di altri metalli. Essendo
un metallo fortemente elettropositivo non viene apprezzabilmente attaccato
dall’acqua, ma si scioglie con facilità in fase acida liberando idrogeno
gassoso mentre in soluzione si disperdono ioni zinco . Si
scioglie altresì facilmente in soluzioni alcaline formando anche in questo
caso idrogeno gassoso.
Tracce di di cadmio, arsenico,
piombo e antimonio, che talvolta si
trovano all’interno del metallo sono tanto tossiche da rendere lo
zinco comune abbastanza pericoloso.
Contenitori di zinco possono essere
usati per l’acqua da bere, ma non per i cibi, pur essendo un componente
essenziale a molti organismi sia animali che vegetali.
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PRINCIPALI
COMPOSTI DELLO ZINCO
- L'ossido di zinco , ZnO,
si prepara bruciando i vapori di zinco con
ossigeno o arroventando il carbonato; è una polvere bianca poco solubile
in acqua, debolmente alcalina in soluzione acquosa. Scaldato a 500°C
diventa giallo e ritorna bianco per raffreddamento. Presenta carattere
anfotero. Si usa come pigmento, come carica nella vulcanizzazione
della gomma, nei cementi e nelle ceramiche, come catalizzatore e,
in medicina, per paste e unguenti.
- L'idrossido di zinco , Zn(OH)2,
si ottiene precipitando la soluzione di un sale di zinco
con idrossidi alcalini ed è solubile in eccesso di questi.
E’ un composto a carattere anfotero, si scioglie cioè sia negli acidi,
formando sali di zinco , sia negli idrossidi alcalini
formando tetraidrossozincati.
- Il cloruro di zinco , ZnCl2, si
ottiene per azione del cloro sullo zinco
, o sciogliendo il metallo, l'ossido o il solfuro nell'acido
cloridrico. E’ un composto incolore, solubilissimo in acqua; dà soluzioni
acide per idrolisi, dalle quali si può ottenere per neutralizzazione
una serie di ossicloruri di zinco .
Anidro serve come disidratante nelle condensazioni e sintesi organiche.
Serve nelle saldature, per impregnare il legno, nelle tinture.
- Il solfato di zinco , ZnSO4, è il sale di zinco
più importante e si ottiene sciogliendo lo zinco
in acido solforico rostendo all'aria con precauzione il solfuro.
Si ottiene così un composto bianco, solubile che si usa in agricoltura,
in medicina come antisettico, in tintoria nella stampa di tessuti,
in galvanostegia, per bagni di zincatura del ferro, per la raffinazione
elettrolitica dello zinco e la preparazione
della maggior parte degli altri composti lo zinco
.
- Il solfuro di zinco è un composto
insolubile, il solo solfuro bianco di un metallo comune. Costituisce
uno dei due ingredienti del litopone, che è il miscuglio di solfato
di zinco con solfuro di bario, e
che viene usato come pigmento. Il solfuro di zinco
si usa in forma luminescente come sostanza fluorescente negli
schermi televisivi, in oscilloscopi e in apparecchi per raggi X.
- Il cromato di zinco , ZnCrO4, si usa in rivestimenti
antiruggine. Generalmente è un sale basico, e qualche volta contiene
pure potassio. E’ colorato in giallo più o meno intenso.
- Il giallo di zinco è un pigmento
di colore giallo-verdastro, di forma complessa, contenente zinco
, potassio e cromo.
- L'ortosilicato di zinco , Zn2SiO4, viene usato
sia in forma anidra (willemite) sia in forma monoidrata (calamina).
Viene impiegato come sostanza fluorescente, come refrattario e come
addolcitore d'acqua.
- Il ditionito di zinco , commercialmente noto come
idrosolfito di zinco , ZnS204, si usa come sbiancante
del legno, degli stracci e della carta.
- Il perossido di zinco , ZnO2, nella forma commerciale
in miscele al 50% con ZnO, si usa come antisettico.
- L'ortofosfato di zinco biidrato,
ZnHP04. 3 H20 pure noto in forma anidra, si usa come cemento dentale.
- Il fluoruro di zinco , ZnF2, è piuttosto poco solubile
in acqua e si usa come catalizzatore, come protettore del legno e
per combattere le termiti.
- Lo zincato di sodio, Na2ZnO2 . 2 H20 = Na2[Zn (OH)4], forma una
soluzione fortemente alcalina e si usa come agente flocculante nella
purificazione delle acque, per trattare tessuti e carta. Lo zinco
forma pure molti composti di coordinazione.
- Il cianuro di zinco , normalmente indicato con
la sua formula minima Zn(CN)2 è un autocomplesso nel quale molti ioni
zinco e cianuro alternati sono legati
insieme tridimensionalmente in una molecola molto grande.
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UTILIZZI DELLO ZINCO
Il più importante uso dello zinco è
come strato protettivo su altri metalli.
La presenza del rivestimento di zinco
previene la corrosione del ferro e, nelle parti in cui la
copertura venisse a mancare, il ferro, meno elettropositivo dello
zinco , rimane protetto per l'effetto dell'elemento
galvanico locale.
Circa il 5% dello zinco consumato è
sotto forma di nastri o lamiere. Lo zinco
laminato viene usato fra l'altro nella fabbricazione di batterie
a secco e anche in questo caso come nella zincatura termica, la
composizione viene controllata rispetto alle impurità naturali, piombo,
cadmio e ferro, scegliendo tra i tipi della normale produzione. E’ usato
anche per tetti, grondaie e canali di scolo; si possono usare leghe con
rame fino all'1% e con quantità molto più piccole di altri metalli che
danno origine a costituenti che producono un indurimento per
precipitazione, per esempio il titanio.
Altri importanti usi dello zinco si
hanno per la preparazione degli ottoni, dei fogli e lamine di
zinco , delle pile a secco e come agente riducente nelle
preparazioni chimiche.
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METALLURGIA DELLO
ZINCO
Consiste nell'estrazione dello zinco
dai minerali, nella sua raffinazione e preparazione. Il gruppo
principale di minerali dai quali viene estratto lo
zinco è quello dei solfuri. I
concentrati inviati all'arrostimento in genere contengono il 50-60% di
zinco , fondamentalmente presente come solfuro di
zinco . Una sorgente di minore importanza è costituita
dai minerali ossidati nei quali lo zinco
è presente perlopiù come ossido di zinco ,
silicato di zinco o carbonato di
zinco . Le impurità comuni sono il ferro (pirite), il
piombo e il cadmio.
Arrostimento I solfuri minerali devono venire
arrostiti per convertire lo zinco a
ossido prima della fusione. L'arrostimento è generalmente effettuato in
arrostitori a sospensione (flash) nei quali il concentrato di solfuro di
zinco finemente macinato viene soffiato
in una camera di combustione e bruciato, in modo simile al carbone
polverizzato, oppure si ricorre ad alcuni tipi di arrostitori a letto
fluido. In ambedue i casi il contenuto di zolfo nel calcinato viene
ridotto a un valore basso e si produce un gas contenente anidride
solforosa in concentrazione adatta per la conversione ad acido solforico.
In molte località la produzione di acido solforico è obbligatoria per
evitare il pericolo dell'inquinamento atmosferico che altrimenti si
verificherebbe.
Concentrazione a fuoco Il materiale contenente
zinco mescolato con carbone in quantità
sufficiente a ridurre l'ossido di zinco
viene caricato in un forno rotativo. Nell'estremità inferiore del
forno (scarico) si raggiunge la temperatura necessaria alla riduzione e
alla polverizzazione dello zinco . Al passaggio della
corrente gassosa che conduce i vapori di zinco
attraverso il forno, il vapore di zinco
viene riossidato dall'aria in eccesso e il calore generato viene
in parte trasferito alla carica. L'ossido di
zinco trascinato dalla corrente gassosa
viene raccolto e inviato alla fusione.
Sinterizzazione Viene generalmente condotta in un
apparecchio Dwight Lloyd, per ottenere pezzature di adatta grandezza e
densità, ma può anche essere effettuata in forno rotativo.
Metodi di fusione Tutti i processi pirometallurgici
ed elettrotermici sono basati sulla reazione fortemente endotermica
mediante la quale il carbone riduce l'ossido di
zinco a una temperatura di 1100-1300°C,
superiore quindi al punto di ebollizione dello
zinco (907°C). Dev'essere presente
abbastanza carbonio per prevenire un'ossidazione del carbonio a biossido
poiché un'alta percentuale di anidride carbonica conduce alla
riossidazione del vapore di zinco
durante la condensazione. Uno dei processi di riduzione con
carbonio è il processo alle storte, secondo il quale il calore viene
prodotto all'esterno della storta in cui avviene la reazione.
Processo alle storte orizzontali
Il procedimento più facile e viene largamente usato. Si usano storte
d'argilla o di carburo di silicio e argilla, con diametro interno di 20-25
cm, lunghe 150-180 cm. e poste orizzontalmente in un forno scaldato
bruciando carbone e gas. In un solo forno possono essere collocate
parecchie centinaia di storte, sistemate in 4-8 file orizzontali. La
carica incoerente di concentrato arrostito, mescoIata con la quantità
necessaria di carbone, viene caricata dentro le storte. Quando viene
raggiunta la temperatura di reazione, esce dalla bocca della storta una
miscela di vapore di zinco e di ossido
di carbonio dalla quale viene condensato lo zinco
in un apposito condensatore costituito da un recipiente d'argilla
collegato con la storta. La spillatura dello
zinco liquido viene fatta a mano 3-4
volte durante ogni ciclo che può durare da 24 a 48 h.
Processo a storte verticali In questo processo
viene usata una storta verticale di mattoni di carburo di silicio, avente
una sezione trasversale orizzontale. Le pareti vengono riscaldate
esternamente con gas. La carica di carbone e concentrato arrostito in
bricchette, viene cokificata e poi caricata dall'alto a frequenti
intervalli e il residuo viene estratto continuamente dal fondo. Il gas
costituito da zinco e ossido di carbonio
è inviato in un condensatore. Le storte di questo tipo possono avere una
capacità di produzione di più di 10 t al giorno, in confronto con gli
11-14 kg. prodotti da una storta orizzontale singola.
Processo elettrotermico In questo processo una
miscela di concentrato arrostito, di adatta pezzatura e agglomerato per
sinterizzazione insieme a coke, viene caricata dalla parte superiore di un
largo forno cilindrico nel quale il calore di reazione viene fornito dalla
resistenza elettrica della carica stessa. Il residuo viene prelevato in
modo continuo dal fondo. La miscela di zinco
e di vapori viene condensata per ottenere il metallo oppure può
essere bruciata per dare un tipo di ossido usato come pigmento. Un singolo
forno può produrre 50 o più tonnellate di zinco
al giorno.
Processo al forno a vento Il processo più recente
per l'estrazione dello zinco è il
processo al forno a vento. Il calore di reazione viene prodotto bruciando
carbone nella camera di reazione. Il gas che si ottiene ha un contenuto
elevato di anidride carbonica, ma tuttavia lo
zinco viene condensato facilmente per
raffreddamento brusco con piombo fuso. Nei condensatori vi è un bagno
di piombo fuso, nel quale sono immersi dei rotori che generano una fitta
pioggia di goccioline di piombo per tutto il condensatore. I vapori di
zinco che passano attraverso questi
spruzzi di piombo si raffreddano così bruscamente che la riossidazione è
ridotta al minimo, mentre lo zinco si
discioglie nel piombo fuso. I vapori di zinco
scendono da 1000 a 550°C e il bagno di piombo tende a
riscaldarsi, per cui viene fatto circolare continuamente dal condensatore
ad alcune vasche di raffreddamento a camicia d'acqua e da queste al
condensatore. Il raffreddamento provoca la sovrassaturazione della
soluzione di zinco nel piombo e lo
zinco si separa formando uno strato che
galleggia sul piombo, per cui lo si può facilmente recuperare mediante uno
sfioratore e colare. Lo zinco così
ottenuto, depurato dall'arsenico, risulta del tipo 'termico' a titolo
98-99%.
Processo elettrolítico Una grande quantità di
zinco viene prodotta per elettrolisi di
una soluzione di solfato. il concentrato arrostito viene lisciviato con
l'elettrolita esaurito prelevato dalle celle, rigenerando così il solfato
di zinco il quale, dopo una rigorosa
purificazione, viene inviato nuovamente alle celle elettrolitiche. Si
usano anodi di lega di piombo mentre i catodi sono fatti di lamierini di
alluminio dai quali viene staccato periodicamente lo
zinco che è andato depositandovisi.
L'uso combinato degli anodi di lega e di aggiunte opportune
all'elettrolita, oltre alla purificazione molto spinta di quest'ultimo,
permette quindi la produzione diretta di zinco
avente un alto grado di purezza.
Raffinazione Lo zinco
prodotto con tutti i processi di riduzione con carbonio richiede
una raffinazione finale per produrre zinco
di migliore qualità. Un processo largamente usato si basa sulla
distillazione frazionata in colonne a riflusso. Una tipica unità consiste
di due colonne per piombò seguite da una colonna per cadmio; le colonne
per piombo' servono per allontanare il piombo e le altre impurità
altobollenti e la colonna per cadmio allontana il cadmio e le altre
impurità bassobollenti.
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Leghe di
zinco
Lo zinco cristallizza nel sistema
esagonale compatto e la solubilità allo stato solido della maggior parte
dei metalli comuni a struttura cubica è limitata a percentuali molto
piccole. Tentativi di formare leghe con i metalli oltre questi limiti
di solubilità solida hanno condotto alla formazione di materiali fragili
che rendono inutilizzabile la lega, tranne nel caso di alluminio e di
rame. Il gruppo più importante di leghe di
zinco è quello contenente il 4% di
alluminio insieme con alcuni centesimi di % di magnesio e in alcuni casi
con più dell'1 % di rame; queste leghe vengono usate nella pressofusione e
devono essere fabbricate con zinco al
99,99% di purezza. Queste leghe possono essere colate in semplici
macchine per pressofusione a camera riscaldata, usando stampi costituiti
di acciai abbastanza comuni di lunga durata. Esse possono essere colate in
forme molto complesse con piccole tolleranze dimensionali e, quando
necessario, con sezioni molto sottili. La finitura superficiale può
effettuarsi a mezzo della galvanoplastica o con altri
metodi. Lo zinco viene anche usato
come elemento alligante in quantità più piccole in certe leghe di
alluminio e nell'argento-nichel. Sono state messe a punto alcune leghe
industriali Zn-AI, contenenti circa il 65% di
zinco : queste leghe sono particolarmente indicate per la
fabbricazione di cuscinetti antifrizione.
Altre leghe nelle quali lo zinco è un
componente fondamentale sono gli ottoni. Un altro impiego importante
dello zinco è costituito dalla
produzione della lamiera di ferro zincata per zincatura
termica. Nel caso della zincatura termica le impurità più
frequentemente riscontrate nello zinco
commerciale, e cioè il piombo e il
cadmio, possono essere considerate talvolta come elementi
di alligazione: infatti, per questo particolare impiego il contenuto di
piombo e cadmio viene controllato e regolato a mezzo di miscele di
zinco di determinate provenienze o
aggiungendo addirittura allo zinco
purissimo (elettrolitico) gli elementi suddetti nella quantità
desiderata. Questo controllo di composizione viene eseguito in primo
luogo allo scopo di ottenere l'aspetto desiderato dalla superficie zincata
(ad esempio brillantezza, fioritura, ecc.).
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